Notice: La funzione _load_textdomain_just_in_time è stata richiamata in maniera scorretta. Il caricamento della traduzione per il dominio atomtimes è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/atomtimes/public_html/wp-includes/functions.php on line 6121

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /home/atomtimes/public_html/wp-includes/functions.php:6121) in /home/atomtimes/public_html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8
BLOCKCHAIN – ATOMTIMES https://atomtimes.com Things from future Sun, 15 Mar 2020 17:38:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 Ledger Nano X https://atomtimes.com/2020/03/15/ledger-nano-x/ https://atomtimes.com/2020/03/15/ledger-nano-x/#respond Sun, 15 Mar 2020 17:30:00 +0000 https://atomtimes.com/?p=671 Questo sistema, lo ricordiamo, è l’unico realmente affidabile: i wallet online degli exchange, anche quelli più famosi, sono collegati ad internet e di conseguenza sono esposti ad attacchi informatici.]]>

Questo sistema, lo ricordiamo, è l’unico realmente affidabile: i wallet online degli exchange, anche quelli più famosi, sono collegati ad internet e di conseguenza sono esposti ad attacchi informatici.

Gli hardware wallet, invece, si connettono soltanto quando hai bisogno di fare delle operazioni e per il resto del tempo rimangono completamente inaccessibili.

Oltre a non poter essere attaccati dall’esterno, gli hardware wallet ti proteggono anche contro l’eventualità che tu perda il dispositivo.

Grazie ad un sistema di password che ti identificano in modo unico, infatti, qualora dovessi perdere il tuo Ledger Nano X ti basterebbe comprarne un altro e recuperare tutto il tuo patrimonio di monete virtuali.

Hardware e confezione

Il dispositivo si presenta ancora più compatto e leggero dei precedenti, con i suoi appena 34 grammi di peso che lo rendono più tascabile di una normale chiavetta USB. Nella confezione sono inclusi:

  • Il dispositivo;
  • Un cavo USB per la connessione al computer o allo smartphone
  • Il foglio illustrato con le istruzioni per utilizzare Ledger Nano X;
  • Un laccetto per appendere il dispositivo ed eventualmente portarlo al collo;
  • Tre fogli per il recupero delle password, con spazio per segnarle e istruzioni in caso di smarrimento.

Di fatto non manca niente. Ledger ci mette in condizione di imparare ad utilizzare il dispositivo direttamente grazie alle istruzioni nella confezione e per di più ci dà tutti gli strumenti per collegarlo ai nostri device elettronici.

Software Ledger Nano x

L’anima di Ledger Nano X è BOLOS, il sistema operativo sviluppato da Ledger. Il codice non è open source, ovvero non può essere personalizzato dagli sviluppatori ma non è nemmeno accessibile a possibili malintenzionati alla ricerca di bug.

L’azienda custodisce gelosamente ogni stringa di codice di BOLOS, ed effettivamente questa intuizione si è rivelata molto utile negli anni per la sicurezza dei suoi dispositivi.

BOLOS è già installato nel microchip del Nano X, quindi non occorre fare nessuna installazione esterna tramite download sul computer e passaggio del software tramite cavo USB.

Questo passaggio, previsto da alcuni prodotti concorrenti, da una parte permette a ciascuno di scaricare le versioni del firmware che preferisce; dall’altra parte, esponendo inutilmente l’hardware wallet ad una connessione internet, aumenta i rischi di compromissione.

Ledger Nano X è compatibile con:

  • Computer: Windows 8 o versioni più recenti, Mac iOS 10.9 o versioni più recenti
  • Dispositivi mobili: Android 7.0 o versioni più recenti, iOS 9 o versioni più recenti

Volendo tracciare una linea di demarcazione, possiamo dire che sia compatibile con tutti i sistemi operativi usciti o aggiornati dopo il 2017. In ogni caso ti consigliamo di verificare le caratteristiche del sistema installato sul tuo dispositivo per accertarti che sia compatibile con Ledger Nano X.

Connettività del Ledger Nano X

Ledger Nano X può connettersi ai nostri dispositivi in due modi. Prima di tutto, come sempre, è in grado di farlo tramite cavo USB. La novità di quest’anno, però, è la possibilità di connettere il Ledger ai nostri device anche tramite Bluetooth.

Quando l’azienda ha annunciato questa caratteristica si sono subito accese le controversie. Le connessioni Bluetooth, infatti, sono decisamente più facili da attaccare di quelle via internet.

Se già il dispositivo è progettato per rimanere connesso alla rete per il minor tempo possibile, la possibilità di lasciarlo per ore collegato al Bluetooth non pare molto coerente.

Ledger ha comunque confermato che i dati trasmessi via Bluetooth sono quelli pubblici, ovvero quelli che anche se rubati da qualcuno non possono in alcun modo essergli utili; tutte le chiavi crittografiche private sono uniche e custodite gelosamente all’interno del wallet, e non lasciano mai il dispositivo.

COMPRALO SU AMAZON COMPRALO SU LEDGER ]]>
https://atomtimes.com/2020/03/15/ledger-nano-x/feed/ 0
360LOCK, ecco il lucchetto smart con Blockchain https://atomtimes.com/2018/08/14/360lock/ https://atomtimes.com/2018/08/14/360lock/#respond Tue, 14 Aug 2018 11:00:46 +0000 https://atomtimes.com/?p=624 360LOCK è il lucchetto smart multiuso con protocollo e tecnologia Blockchain in arrivo sul mercato, al momento su Kickstarter in fase di raccolta fondi.]]>

360LOCK è il lucchetto smart multiuso con protocollo e tecnologia Blockchain in arrivo sul mercato, al momento su Kickstarter in fase di raccolta fondi. Servono 18 mila euro per finanziarlo e quanto raccolto fa ben sperare sulla riuscita del progetto.

Il team di sviluppo lo presenta come il lucchetto del Terzo Millennio, un prodotto che integra in sé un connubio tra hardware e software per garantire la sicurezza di moto, biciclette e altro. Realizzato dalla startup 4storm, che progetta, produce e lancia soluzioni in ambito IoT, 360LOCK è un lucchetto elettronico, che propone un hardware robusto, resistente a urti, polvere ed acqua, connesso con tecnologia RFID/Bluetooth, modulare e ricaricabile tramite una micro usb.

Una piccola periferica IoT in grado di massimizzare e semplificare al tempo stessa l’esperienza e le richieste degli utenti. Al suo interno una batteria ricaricabile con un sistema di risparmio energetico per massimizzarne l’autonomia.

Tre le possibilità di apertura del lucchetto: tramite un tag, un braccialetto RFID o tramite  smartphone o smartwatch. Sviluppato in collaborazione con la Facoltà di Informatica dell’Università di Camerino, e che gode anche delle tecnologie Blockchain.

 

 

360LOCK è tra i primi lucchetti modulari, ossia formato da più parti, per risultare ancora più versatile nel quotidiano. Ed infatti, è dotato di una catena ad aste di acciaio ripiegabili per bici e moto, oppure può ancora essere utilizzato in abbinamento ad un “case aggiuntivo”, che lo trasforma in una cassetta di sicurezza portatile schermata alle onde radio, dove alloggiare schede bancomat, chiavi di casa o dell’auto, piccoli telefoni o i propri documenti.

L’ideale, dunque, per chi pratica sport outdoor e necessita di una sorta di cassetta di sicurezza portatile  all’interno della quale richiudere i propri effetti personali, L’intera soluzione prevede anche l’integrazione di un sistema di allarme a distanza mediante scheda SIM, mentre ulteriori accessori verranno proposti successivamente al lancio del prodotto.

E’ già possibile registrarsi sul sito ufficiale per acquistare 360LOCK ad un prezzo promozionale per la durata della campagna Kickstarter appena partita. Per finanziare il progetto nelle sue fasi iniziali, e assicurarsi un lucchetto smart ad un prezzo promozionale è sufficiente recarsi direttamente su questa pagina.

]]>
https://atomtimes.com/2018/08/14/360lock/feed/ 0
HTC Exodus, telefono con blockchain integrata https://atomtimes.com/2018/07/14/htc-exodus/ https://atomtimes.com/2018/07/14/htc-exodus/#respond Sat, 14 Jul 2018 12:00:36 +0000 https://atomtimes.com/?p=614 Criptovalute ma non solo: con Exodus il gruppo taiwanese proporrà uno smartphone interamente basato su applicazioni decentralizzate.]]>

Annunciato HTC Exodus, primo smartphone al mondo basato su tecnologia blockchain. Il costruttore annuncia l’arrivo di un app store blindato per app e giochi crypto e altro ancora.

HTC preannuncia l’arrivo sul mercato del primo telefono al mondo basato su blockchain: HTC Exodus. Arriva così l’annuncio ufficiale del costruttore dopo le prime anticipazioni circolate nel mese di maggio.

Nel comunicato il costruttore evidenzia i limiti delle attuali leggi sul copyright e sulla privacy, definite come appartenenti a un’epoca oramai passata. HTC Exodus viene presentato come il dispositivo che permetterà agli utenti di riprendere il controllo sulla propria identità e sui propri dati personali. Il terminale è focalizzato sulle applicazioni decentralizzate e sulla sicurezza e include un sicuro portafoglio cold storage.

«Nella nuova era di Internet le persone sono generalmente più consapevoli del valore dei propri dati, il che rappresenta una opportunità perfetta per consentire agli utenti di riappropriarsi della propria identità digitale» dichiara Phil Chen, Chief Crypto Officer di HTC. «HTC Exodus è un nuovo punto di partenza perché è un telefono ancora più personale da dove hanno origine tutti i dati legati all’utente che lo utilizza. È entusiasmante poter offrire per primi l’opportunità di decentrare Internet e rimodellarlo a favore dell’utente contemporaneo».

L’avvento dei Bitcoin e della rete Ethereum ha aperto la strada all’idea della “scarsità digitale” e dei token non fungibili (NFT). Oggi HTC ha stretto una partnership con il primo e più famoso gioco NFT al mondo sulla blockchain, Cryptokitties, per una sua distribuzione esclusiva su alcuni dispositivi HTC, a partire da HTC U12+.

Questo è il primo passo nella creazione di una piattaforma e di un canale di distribuzione per i creativi che realizzano prodotti digitali unici. Gli smartphone sono i dispositivi mobili più diffusi per la fruizione di beni digitali e per lo sviluppo del potenziale delle dApps (app decentralizzate) e per questo ne diventeranno il loro distributore principale.

La collaborazione con Cryptokitties rappresenta la fase iniziale della costruzione di un marketplace non fungibile e un app store per i crypto gaming. È sempre Phil Chen ad annunciare il piano di HTC «Comprendiamo il potenziale della scarsità digitale e la sua unicità. Con Exodus, HTC punta a essere il principale mercato di beni blockchain.

«Siamo qui per invitare tutti gli sviluppatori a distribuire i propri giochi basati su blockchain e NFT tramite i nostri prodotti. Crediamo che sia in atto un cambio di paradigma e l’ago della bilancia sta tornando a pendere in direzione del diritto di proprietà e del valore del contenuto».

HTC annuncia inoltre due partnership: con Animoca, distributore di Cryptokitties, e con Bitmark, progetto di proprietà digitale basato sulla crittografia. Per maggiori informazioni su HTC Exodus è ora disponibile un sito dedicato: ulteriori dettagli sulle specifiche verranno rilasciati nei prossimi mesi.

https://www.htcexodus.com/

]]>
https://atomtimes.com/2018/07/14/htc-exodus/feed/ 0
MOBI: la blockchain per l’automotive https://atomtimes.com/2018/05/05/mobi-la-blockchain-per-lautomotive/ https://atomtimes.com/2018/05/05/mobi-la-blockchain-per-lautomotive/#respond Sat, 05 May 2018 06:00:11 +0000 https://atomtimes.com/?p=576 BMW, General Motors, Ford e Renault insieme per un gruppo di ricerca che sperimenterà le potenzialità della blockchain nel settore delle quattro ruote.]]>

BMW, General Motors, Ford e Renault insieme per un gruppo di ricerca che sperimenterà le potenzialità della blockchain nel settore delle quattro ruote.

Mobility Open Blockchain Initiative ed è un neonato gruppo di ricerca che unisce alcuni dei più importanti produttori al mondo attivi nel segmento automotive: BMW, General Motors, Ford e Renault. Insieme sperimenteranno l’impiego della blockchain nell’universo delle quattro ruote e più in generale in quello della mobilità.

Con loro anche realtà operanti nell’ambito hi-tech come Bosch, Blockchain at Berkeley, Hyperledger, Fetch.ai, IBM e IOTA, per un numero complessivo di membri che supera le trenta unità. L’obiettivo comunque è decisamente ambizioso: rendere i trasporti più sicuri, più convenienti dal punto di vista economico e più accessibili a livello globale. Sebbene si sia abituati a parlare di blockchain quasi esclusivamente in relazione a criptovalute come Bitcoin ed Ethereum, la cosiddetta catena di blocchi costituisce un modello replicabile in pressoché qualsiasi settore. Queste le parole di Chris Ballinger, presidente e CEO di MOBI, riportate in un comunicato.

La blockchain e le tecnologie connesse sono in grado di ridefinire l’industria automotive e le modalità con le quali i clienti acquistano, assicurano e utilizzano i veicoli.

Nel concreto il focus del gruppo sarà concentrato almeno in un primo momento sui sistemi di pagamento, sul tracking dei dati, sulla gestione delle forniture e sui finanziamenti offerti al pubblico, con l’intento di ampliare poi il raggio d’azione a soluzioni avanzate come quelle relative alla guida autonoma e alle piattaforme di ride sharing.

Non è la prima volta che l’industria delle quattro ruote guarda con interesse alla blockchain: Toyota sta già da qualche tempo portando avanti le proprie ricerche, Renault si è unita al consorzio R3 e Daimler fa parte del progetto Hyperledger promosso dalla Linux Foundation, a sua volta confluito all’interno di MOBI. Parlare di una sinergia collettiva non è dunque fuori luogo.

 

]]>
https://atomtimes.com/2018/05/05/mobi-la-blockchain-per-lautomotive/feed/ 0
Atari crea la sua criptovaluta: in arrivo l’Atari Token https://atomtimes.com/2018/02/18/atari-token/ https://atomtimes.com/2018/02/18/atari-token/#respond Sun, 18 Feb 2018 14:00:59 +0000 https://atomtimes.com/?p=513 Anche Atari sfrutta l’elevato interesse e fermento che oggi circonda il mondo delle criptovalute con un prodotto proprio: in arrivo l’Atari Token.]]>

Lo storico brand di videogiochi USA, ha deciso di non perdere il treno delle criptovalute. Atari ha deciso di acquisire una quota in una società che sta realizzando una piattaforma di intrattenimento digitale basata su blockchain e, come parte di tale accordo, creerà la propria moneta digitale chiamata Atari Token.

Il token dovrebbe facilitare le transazioni attraverso un nuovo servizio che l’azienda non ha però ancora svelato, quindi il suo utilizzo resta ancora avvolto nel mistero. La società sta inoltre ampliando la sua partnership per casinò online con Pariplay per consentire il gioco d’azzardo con le valute digitali.

“La tecnologia blockchain è pronta a prendere un posto molto importante nel nostro ambiente e a trasformare, se non a rivoluzionare, l’attuale ecosistema economico, specialmente nelle aree dell’industria dei videogiochi e delle transazioni online”, ha detto il presidente e amministratore delegato di Atari, Frederic Chesnais. “Il nostro obiettivo è assumere posizioni strategiche con un rischio di cassa limitato, al fine di creare il miglior valore possibile con le attività e il marchio Atari.”

Le azioni della società sono aumentate di oltre il 60% nel momento in cui l’azienda ha fornito ulteriori dettagli sulla sua cripto cui aveva accennato l’8 febbraio scorso. Sembra insomma che la maggior parte delle aziende sia interessata in qualche modo a capitalizzare sul largo interesse creatosi attorno al mercato delle criptovalute.

]]>
https://atomtimes.com/2018/02/18/atari-token/feed/ 0
Criptovalute e Agenzia delle Entrate https://atomtimes.com/2017/12/20/criptovalute-e-agenzia-delle-entrate/ https://atomtimes.com/2017/12/20/criptovalute-e-agenzia-delle-entrate/#respond Wed, 20 Dec 2017 18:00:00 +0000 https://atomtimes.com/?p=505 L'aumento della valutazione del Bitcoin no nè soggetta a tassazione: lo ha ufficializzato l'Agenzia delle Entrate su esplicita interrogazione di Conio.]]>

Il mondo delle criptovalute è diventato così rilevante che il 2 settembre 2016 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risposta ad un interpello di Conio, il tutto con apposito comunicato stampa intitolato “Acquisto e vendita di bitcoin e monete virtuali. In una risoluzione i chiarimenti delle Entrate sul trattamento fiscale”. Una risposta ufficiale, dunque, che ha il merito di dettare una presa di posizione precisa su un tema che altrimenti avrebbe rischiato di scivolare facilmente nella deregulation e nella fumosità delle difficoltà interpretative.

Nel comunicato l’Agenzia delle Entrate dichiara in modo puntuale il comportamento da assumere in merito alle criptovalute, sia per quanto riguarda i privati che per gli operatori attivi nel settore. Grazie alla posizione presa dall’Agenzia delle Entrate sulle criptovalute, l’Italia gode quindi oggi di una situazione di privilegio per quanto riguarda la chiarezza del comportamento da poter adottare.

L’ Agenzia delle Entrate dichiara che, per i privati, l’acquisto di Bitcoin non genera redditi imponibili. Infatti, l’acquisto di Bitcoin è considerato un’operazione a “pronti”, ovvero è un’operazione il cui pagamento viene effettuato nell’esatto momento della consegna. Per i privati l’indicazione è dunque chiara e non lascia adito ad incomprensioni: niente tasse sul capital gain. La situazione sembra così incredibile che i risparmiatori non si sono ancora resi conto della possibilità, talmente sono abituati a dover pagare le tasse per ogni acquisto, come ad esempio a dover pagare l’IVA quando si acquista un libro.

L’Italia​ ​è​ ​l’unico​ ​Paese​ ​con​ ​un quadro della situazione tanto limpido. La situazione italiana può quindi a buona ragione essere considerata come privilegiata, dato che l’Italia è l’unico Paese in cui l’Agenzia delle Entrate si sia espressa tanto chiaramente. Persino negli USA ancora oggi non si ha talmente tanta chiarezza, inoltre i cittadini americani devono dichiarare le loro plusvalenze.

L’Agenzia delle Entrate si è pronunciata anche in merito alle operazioni di cambio di Bitcoin, dichiarando che queste siano esenti da Iva, in quanto fanno parte della categoria delle operazioni relative a monete. Da questa posizione dell’Agenzia delle Entrate, nonché dalle prescrizioni in tema di capital gain, è possibile dedurre proprio che il Bitcoin e le monete virtuali in generale siano equiparabili a una moneta. In tutto e per tutto.

L’agenzia delle Entrate dichiara inoltre che i ricavi derivanti da attività di intermediazione, nell’acquisto e vendita di Bitcoin, quindi il margine al netto dei costi che le aziende ottengono per operazioni di acquisto e vendita di valuta, sono soggetti a Ires e Irap.

Nel comunicato stampa sono fornite anche delucidazioni sul trattamento e la valutazione del Bitcoin e delle valute virtuali, di cui la società sia in possesso al termine dell’esercizio. In particolare l’Agenzia delle Entrate propone di considerare il valore “normale” del Bitcoin ai fini della valutazione, cioè la quotazione di mercato nell’esatto momento della chiusura dell’esercizio. Infine, dal comunicato, emerge come gli operatori attivi nel mercato del Bitcoin non siano tenuti ad agire in qualità di sostituti d’imposta, dato il fine non speculativo dei privati. L’Agenzia delle Entrate deve però poter controllare e acquisire le liste della clientela delle società per poter eventualmente compiere opportune verifiche. Per questo motivo gli operatori attivi nel mercato del Bitcoin hanno l’obbligo di raccogliere tali informazioni e di poterne disporre.

]]>
https://atomtimes.com/2017/12/20/criptovalute-e-agenzia-delle-entrate/feed/ 0
ENS, Come creare il vostro dominio ethereum? https://atomtimes.com/2017/11/26/ens-ethereum/ https://atomtimes.com/2017/11/26/ens-ethereum/#respond Sun, 26 Nov 2017 06:00:05 +0000 https://atomtimes.com/?p=493 Ens è un name server per Ethereum, potete collegare un dominio esempio.ens con un indirizzo wallet di Ethereum.]]>

Ens è un name server per Ethereum, potete collegare un dominio esempio.ens con un indirizzo wallet di Ethereum.

Attualmente sono stati registrati circa 180.000 domini unici, da oltre 8000 indirizzi differenti. Il suo impiego è già stato implementato all’interno di diversi wallet per la risoluzione degli indirizzi come il wallet standard di ethereum che ha già questa tecnologia implementata, e si sta iniziando a sperimentarne l’utilizzo all’interno dei browser con Swarm.

Quando ancora esisteva soltanto un insieme di indirizzi macchina da dover digitare a memoria, la nascita di DNS (Domain Name System) portò un nuovo sistema in grado di tradurre (mappare) un indirizzo macchina, in un indirizzo umanamente comprensibile.

In grado cioè di mettere chiunque in condizione di accedere ad un’informazione semplicemente accedendo alla sua etichetta, organizzando i sistemi non in una maniera topologica, implementativa della rete stessa, ma in una maniera umanamente accessibile e comprensibile da tutti.

Così ha fatto internet con DNS, così sta facendo Ethereum con il progetto ENS (Ethereum Name System), una versione più potente e decentralizzata di DNS stesso.

Oggi esiste un istituto chiamato ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), il quale contiene un registro strutturato enorme di tutti i domini Internet (es: www.atomtimes.com). ICANN, in questo caso, agisce da garante, da ente centrale. Ciò che determina lui è legge.

Come è organizzato: un insieme di server DNS si suddividono geograficamente in una struttura ramificata, ed offrono i servizi di traduzione da dominio (www.ethereum.org) ad indirizzo IP (54.192.27.39) ai vari richiedenti sul territorio.

Quando eseguiamo una ricerca, immaginiamo di voler ottenere l’indirizzo IP del sito www.ethereum.org, il server DNS controlla nei suoi registri se ha memoria, da ricerche precedenti, del dominio richiesto. Se non lo possiede, chiede al suo diretto superiore, e così via.

Se arrivati in cima nessuno lo possiede, allora la richiesta passa direttamente in mano all’ICANN, in grado di aggiornare i registri sottostanti.

Lui, tramite una ricerca a discesa, chiede ad altri tipi di server DNS prima chi tratta i siti con il “.org”, quindi chi ha il nome “ethereum.org”, quindi qual’è l’indirizzo IP di “www.ethereum.org”. Sistema al quanto articolato, dal quale si deduce però che ICANN organizza tutto.

Ethereum,  ha l’obiettivo generale di decentralizzare il potere ed il controllo. Quindi si è deciso di sviluppare un sistema basato su blockchain che semplificasse anche la complessa infrastruttura di server DNS, e che portasse tutto all’interno di contratti eseguiti sulla blockchain.

Nasce così ENS: un registro globale e trasparente che raccoglie la registrazione di domini, ed autorizza i proprietari ad associare dei “risolutori” programmabili.

Attualmente ENS è in grado nativamente di emettere dei domini terminanti con “.eth”, del tipo ovvero ad esempio “vitalik.eth”, e anche di sotto-domini del tipo “wallet.vitalik.eth”. ICANN non copre attualmente questo tipo di indirizzo, quindi non vi è alcun tipo di sovrapposizione tra i due sistemi.

Mentre normalmente i classici domini “.com”, “.it”, “.org” di DNS vi possono essere solamente dei record statici di testo, ed aggiornali richiede pesanti tempi di propagazioni dovuti alla complessità dell’infrastruttura, dietro ad un dominio “.eth” di ENS vi possono essere dei “risolutori” (resolver) che sono di fatto dei contratti anch’essi.

E’ possibile collegare un dominio ad un indirizzo Ethereum, o ad un indirizzo su Swarm, o ancora ad un record DNS classico, per puntare ad un vecchio sito web su infrastruttura server.

Potremmo programmare regole particolari per aggiornare il riferimento in automatico, o per permettere a qualcheduno di aggiornarlo per noi. Il tutto on-chain, e senza tempi di propagazione. Essendo di fatto il risolutore un programma, i limiti stanno nella nostra immaginazione.

Quello a cui di fatto sta puntando ENS, è diventare il risolutore di domini definitivo, come base assoluta per l’utilizzo dei nomi di indirizzo nel web3.0.

]]>
https://atomtimes.com/2017/11/26/ens-ethereum/feed/ 0
L’ ultimo album di Bjork si può acquistare solo con cryptocurrency https://atomtimes.com/2017/11/05/bjork-bitcoin/ https://atomtimes.com/2017/11/05/bjork-bitcoin/#respond Sun, 05 Nov 2017 15:00:43 +0000 https://atomtimes.com/?p=470 Bjork ha annunciato che il suo ultimo album, Utopia, sarà disponibile per l'acquisto solo attraverso cryptocurrencies.]]>

Björk (la nota musicista islandese) è famosa per essere un’amante della tecnologia. Quindi non stupisce la sua ultima dichiarazione: infatti ha annunciato che il suo ultimo album, Utopia, sarà acquistabile SOLO in criptovaluteVerranno accettati solo Bitcoin, Litecoin, Dash e AudioCoin. Insomma, non potrà essere acquistato con le classiche valute fiat (Euro, Dollari, Corone islandesi, ecc.).

Questa potrebbe essere anche solo una decisione derivata da una precisa strategia di marketing (per apparire unica e per attirare l’attenzione), tuttavia secondo Kevin Bacon di Blockpool:

“Questa non è in realtà una strategia di marketing di Björk. Questa è la decisione di essere un leader. In realtà, è solo la cosa più ovvia da fare per lei. Anche se non fossi stato coinvolto in questo progetto mi aspetterei che Björk fosse un leader in questo settore“.

Questo è solo l’ennesimo utilizzo concreto di queste nuove tecnologie nel mondo “quotidiano”: le criptovalute infatti sono oramai diventate mainstream a tutti gli effetti, e con l’andare del tempo non potranno che essere semplicemente sempre più utilizzate, anche come metodo di pagamento (non a caso, oltre a Bitcoin, Björk accetta anche Dash, Litecoin e AudioCoin).

]]>
https://atomtimes.com/2017/11/05/bjork-bitcoin/feed/ 0
Amazon registra domini per le cryptocurrency https://atomtimes.com/2017/11/02/amazon-domain-ethereum/ https://atomtimes.com/2017/11/02/amazon-domain-ethereum/#respond Thu, 02 Nov 2017 07:00:32 +0000 https://atomtimes.com/?p=462 Amazon ha registrato tre nomi di dominio che includono i termini "crypto" e "Ethereum".]]>

Amazon ha registrato tre nomi di dominio che includono i termini “crypto” e “Ethereum“.

Il 31 ottobre, una filiale del gigante ell’ e-commerce Amazon.com Inc. ha registrato tre nuovi nomi di dominio che apparentemente riguardano il mondo della blockchain: amazoncryptocurrencies.com, amazoncryptocurrency.com e amazonethereum.com.

Secondo il servizio WHOIS dei nomi e dei numeri assegnati, il titolare effettivo di questi URL è “Hostmaster, Amazon Legal Department”.

Nessuno dei siti è attualmente raggiungibile e non è chiaro se la registrazione dei domini è l’inizio di Amazon ad entrare nel campo blockchain o rappresenta solo un tentativo del rivenditore internet di proteggere il proprio marchio impedendo alle parti non legate all’ ecommerce il lancio di siti web che falsamente sembrano essere connessi alla società madre.

Overstock.com, Inc., un concorrente di Amazon, ha annunciato nel mese di agosto che la sua piattaforma avrebbe accettato valute virtuali, tra cui Ether. Overstock aveva precedentemente fatto fatica nel mondo della tecnologia blockchain con lo sviluppo della piattaforma Medici e la sua decisione di emettere titoli su un registro distribuito.

]]>
https://atomtimes.com/2017/11/02/amazon-domain-ethereum/feed/ 0
Infografia BITCOIN https://atomtimes.com/2017/10/30/infografia-bitcoin/ https://atomtimes.com/2017/10/30/infografia-bitcoin/#respond Mon, 30 Oct 2017 08:00:00 +0000 https://atomtimes.com/?p=459 Bitcoin è una moneta matematica. Risultato di un progetto di cryptocurrency concluso da Satoshi Nakamoto nel 2009.]]>

Bitcoin è una moneta matematica. Risultato di un progetto di cryptocurrency concluso da Satoshi Nakamoto nel 2009 indica un tipo di valuta che viene scambiata elettronicamente su reti digitali. Non è l’unica nè la prima. E nessuno sa chi si nasconda dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

In questa infografia possiamo ricostruire la storia dalla creazione al 2015 toccando tutti i punti più importanti della moneta.

]]>
https://atomtimes.com/2017/10/30/infografia-bitcoin/feed/ 0